Il Decreto legge n.78 del 31.05.2010, più noto come “Finanziaria”, prevede misure che suscitano timori e perplessità per il futuro del territorio. Qui di seguito le prime analisi e i primi commenti. Il testo integrale è reperibile sul sito del governo: http://www.governo.it/
ORA IL CONDONO NON C’È. IMPEGNIAMOCI AFFINCHÉ NON CI SIA IN FUTURO
Le prime indiscrezioni sul testo della “manovra finanziaria” del governo e numerosi articoli di quotidiani avevano motivatamente generato serie preoccupazioni rispetto alla possibilità che la manovra stessa contenesse, seppure in modo indiretto, una nuova forma di condono edilizio.
Preoccupazioni non solo rispetto agli effetti disastrosi che un nuovo condono (sarebbe stato il quarto in 25 anni !) avrebbe avuto sulle città e sul territorio, ma anche rispetto al fatto – purtroppo dimostrato dalle passate esperienze – che un semplice annuncio di condono genera subito nuovi abusi ed azioni illegali di offesa al territorio e alle regole di convivenza civile.
Oggi la lettura – invero ancora praticamente difficoltosa – del testo definitivo della “manovra” ed in particolare dell’art. 19 “Aggiornamento del catasto” che si allega chiarisce due aspetti importanti.
Primo. Il testo non sembra contenere sconti fiscali per chi aggiorna la dichiarazione catastale entro il nuovo termine temporale fissato al 31-12-2010. Per gli immobili inclusi negli elenchi pubblicati in Gazzetta Ufficiale dalla Agenzia del Territorio tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2009 (quelli mancanti di dichiarazione o con dichiarazioni non aggiornate, cioè i famosi “2 milioni di case fantasma” denunciati dalla stampa) i cui proprietari non ottemperino a tale obbligo l’Agenzia stessa procederà “all’attribuzione di una rendita presunta, da iscrivere transitoriamente in catasto” (commi 10 e 11). Nessun riferimento è fatto a riduzioni degli oneri o a modifica delle procedure che restano sostanzialmente quelli previsti a suo tempo dal decreto legge n. 262 del 2006 (poi convertito in legge n. 286 dello stesso anno). Dunque più che di “sanatoria catastale” si tratta di una proroga dei termini entro i quali devono essere rese le dichiarazioni da parte dei proprietari. Sono esplicitamente confermati “i poteri di controllo dei Comuni in materia urbanistico-edilizia e l’applicabilità delle relative sanzioni” e attivata “l’Anagrafe Immobiliare Integrata” gestita dall’Agenzia del Territorio che dovrà collaborare con i Comuni.
L’art 19 della “manovra finanziaria” esprime dunque, nella sua versione definitiva, il tentativo di allineare i dati catastali – e i conseguenti oneri fiscali – alla effettiva consistenza e destinazione degli immobili.
Secondo. Difficile dire in che misura e come questa parte della manovra sia stata modificata a seguito dell’impegno di molti, parlamentari e non, contrari a qualsiasi ipotesi di nuovo condono. I testi “provvisori” e le indiscrezioni in merito ai contenuti della “manovra” sono stati troppi. Certo è che la vigilanza finora esercitata da tutti coloro che hanno a cuore le sorti delle nostre città e dei territori è stata fondamentale. E certo è, purtroppo, che i rischi di nuovi condoni sono tuttora presenti e attive le forze che intendono usare la discussione parlamentare per la conversione in legge del decreto al fine di introdurre sanatorie per il momento sventate.
Occorre dunque tenere desta l’attenzione nelle prossime settimane. Assumere iniziative volte a chiarire al maggior numero di persone possibile i danni prodotti in passato dai condoni edilizi – costati fra l’altro allo Stato molto, molto più di quanto non abbiano prodotto in termini di entrate. Collaborare con tutti coloro che in Parlamento e nella società intendono impegnarsi per evitare al nostro Paese il ripetersi dei danni e della vergogna dei condoni edilizi.
Domenico Cecchini
1 giugno 2010

