Il PRG di Roma è pienamente valido
L’INU Lazio esprime viva soddisfazione per l’odierna sentenza del Consiglio di Stato (clicca qui per visualizzare la sentenza) che dà ragione al Piano Regolatore di Roma e ne ristabilisce la piena validità.In particolare la sentenza conferma l’istituto del “contribuito straordinario” in base al quale gli aumenti di valore immobiliare determinati da decisioni urbanistiche devono tornare in quota prevalente (2/3 secondo il PRG) alla città affinché siano realizzate opere e servizi pubblici. Conferma anche il principio della “cessione compensativa” in base al quale vengono conferiti al Comune, senza aggravio di spesa, i terreni necessari a realizzare servizi pubblici e aree verdi per i quartieri.
È una sentenza storica che conferma un Piano Regolatore fondato sul trasporto pubblico non inquinante, sulla rete ecologica e su centri di qualità urbana nelle periferie. Una sentenza che dà torto a quanti intendono ancor oggi la città come oggetto di speculazione per lucrare rendite immobiliari. Una sentenza che, confermando la validità del Piano di Roma, offre indicazioni e prospettive all’urbanistica italiana.
Si può ora proseguire nella attuazione del Piano con solerzia e coerenza ancora maggiori, per una metropoli migliore, più giusta e sostenibile.
Domenico Cecchini, Presidente INULazio
Daniel Modigliani, Consiglio Direttivo INULazio
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COMUNICATO STAMPA
degli Avvocati Enrico Lorusso e Sebastiano Capotorto (Avvocati del libero Foro nominati dalla Regione Lazio)
Il PRG di Roma
La Sezione IV del Consiglio di Stato con la Sentenza n.4545/2010 pubblicata il 13 Luglio 2010, in accoglimento degli Appelli della Regione Lazio e del Comune di Roma, ha riconosciuto la piena legittimità del PRG di Roma, in specie per quanto concerne gli istituti della cessione compensativa e del contributo straordinario.
Gli istituti perequativi hanno, come è noto, la finalità essenziale di consentire il reperimento, attraverso uno scambio concordato con i proprietari interessati alla valorizzazione della loro proprietà a condizioni predeterminate dal piano, le risorse per consentire la adeguata pianificazione e gestione del territorio, dotandolo di quelle infrastrutture che lo qualificano, migliorando la vita dei cittadini.
L’annullamento di alcune norme del piano da parte del TAR (le cui decisioni sono state ribaltate dal Consiglio di Stato) rischiava di far venir meno, se confermate dal Consiglio di Stato, alcuni tra i più importanti istituti del piano (cessione compensativa, contributo straordinario e loro applicazioni).
Ne sarebbe rimasto travolto uno dei suoi fondamentali principi informatori, il criterio di perequazione, e -con esso– degli strumenti attuativi del piano, essenziali per la realizzazione dei suoi obiettivi, a cominciare dai PRINT e dalle Centralità.
Dopo tante scomposte illazioni sulla presunta illegittimità di alcune importanti scelte urbanistiche attuate con il PRG di Roma, il C.d.S. con una articolata, puntuale e limpida Sentenza, ha finalmente fatto chiarezza sul piano giuridico, e non solo, in ordine ad un innovativo, e tanto criticato, strumento di pianificazione, certamente all’avanguardia nello scenario nazionale.
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